martedì 10 marzo 2026

AFORISMI SULL' ALDILA'

 L’aldilà è un posto eminente. Il luogo della realtà vera. Quella attuale è solo un teatro di ombre.

(Antonio Socci)

Dopo la morte attendono gli uomini cose che non sperano e neppure immaginano.
(Eraclito)

La morte non è una luce che si spegne. E’ mettere fuori la lampada perché è arrivata l’alba
(Rabindranath Tagore)

Risposte poetiche:
“Babbo, dove si va dopo la morte?”
“Dove va la musica dopo che è stata suonata”.
(Maurizio Manco)

Forse non sono stelle, ma piuttosto aperture nel Cielo attraverso le quali l’amore dei nostri cari scomparsi rifluisce e brilla su di noi per farci sapere che essi sono felici.
(Detto Esquimese)

Nei nostri sogni i morti riappaiono e vivono nuove avventure. Noi dormiano perché loro vivano. Di notte questi fantasmi si reincarnano nella nostra mente che sogna. I nostri sogni sono il loro aldilà.
(Fabrizio Caramagna)

Una delle domande che mi faccio è: ma dove finisce, quando moriamo, la nostra anima o coscienza, che dir si voglia? Viene dispersa e finisce nello spazio oppure resta in qualche modo composta e va da qualche altra parte, in una dimensione che l’accoglie? Ci sono tante testimonianze che indicherebbero che quest’anima vada effettivamente in un altro luogo insieme ad altre anime.
Io credo che sia tutto un discorso di energie, di cui noi siamo fatti, che al momento della morte si trasformano. Einstein lo dice: massa=energia. Ma la scienza di Einstein dice anche che non esistono solo le 3 dimensioni in cui siamo in questo momento (altezza, larghezza e profondità) ma ci sono dimensioni nascoste. Nessuno sa come siano fatte, chi ci viva o come ci viva, ma la cosa importante è che la matematica le ammette. Non descrive i fantasmi, ma queste dimensioni sì.
(Ade Capone)

Quello che succede dopo la morte è così indicibilmente glorioso che la nostra immaginazione e i nostri sentimenti non sono sufficienti a darne nemmeno un’idea approssimativa. Pochi giorni prima della morte, la faccia di mia sorella assunse l’espressione di una sublimità così sovrumana che ero perfino impaurito. (…) La dissoluzione della nostra forma legata al tempo non comporta nessuna perdita di senso nell’eternità. Piuttosto, il mignolo riconosce di essere parte della mano.
(Carl Gustav Jung)




Nessun commento:

Posta un commento