sabato 19 agosto 2017

PERCHE' I CORVI SONO NERI

Nei giorni lontani, quando la terra e la gente su di essa erano state create da poco, tutti i corvi erano bianchi come la neve.
In quei tempi antichi la gente non aveva ne cavalli, ne armi da fuoco, ne armi di ferro.
Tuttavia si procurava cibo , a sufficienza per sopravvivere cacciando il bufalo.
Ma cacciare i grossi bufali a piedi con armi che avevano punte in pietra era duro, aleatorio e pericoloso.
I corvi rendevano le cose ancora più difficili per i cacciatori per che erano amici dei bufali.
Librati alti nell'aria, vedevano tutto quello che succedeva nella prateria. Ogni volta che notavano dei cacciatori avvicinarsi ad una mandria di bufali, volavano dai loro amici e, appollaiati tra le loro corna, davano l'allarme:
" Caw, caw, caw, cugini, stanno venendo dei cacciatori. Stanno avanzando furtivamente attraverso quella gola laggiù. Stanno salendo dietro quella collina. State attenti! Caw, caw, caw! ".
Allora, i bufali fuggivano in disordine, e la gente soffriva la fame.
La gente tenne un consiglio per decidere che cosa fare.
E bene, tra i corvi ce n'era uno veramente enorme, due volte più grosso di tutti gli altri. Quel corvo era la loro guida. Un vecchio e saggio capo si alzò e diede questo suggerimento " Dobbiamo catturare il grosso corvo bianco ", disse, " e dargli una lezione. O farlo o continuare a soffrire la fame ".

Portò fuori una grande pelle di bufalo, con la testa e le corna ancora attaccate. La mise sulla schiena di un giovane coraggioso, e disse:
« Nipote, insinuati tra i bufali. Penseranno che tu sia uno di loro, e potrai catturare il grosso corvo bianco Camuffato da bufalo, il giovane strisciò tra la mandria come se stesse pascolando.
Le grosse bestie pelose non gli prestarono nessuna attenzione. Allora i cacciatori uscirono dall'accampamento dietro di lui, con gli archi pronti. Come avvicinarono alla mandria, i corvi arrivarono volando, come al solito, dando l’allarme ai bufali:
"Caw, caw, caw, cugini, i cacciatori arrivano per uccidervi. Fate attenzione alle loro frecce. Caw, caw, caw!"
e come al solito tutti I bufali fuggirono via in disordine : tutti, cioè , eccetto il giovane cacciatore camuffato sotto la sua pelle pelosa, il quale faceva finta di continuare a pascolare come prima.
Allora il grosso corvo bianco venne giù planando, si appollaiò sulle spalle del cacciatore e sbattendo le ali disse :
" Caw , caw , caw , sei sordo, fratello? I cacciatori sono vicini , appena sopra la collina . Mettiti in salvo !" .
Ma il giovane coraggioso si allungò da sotto la pelle di bufalo ed afferrò il corvo per le zampe .Con una corda di pelle grezza legò le zampe del grosso uccello ed allacciò l’altro capo ad una pietra. Per quanto si dibattesse , il corvo non potè fuggire.
La gente sedette nuovamente in consiglio : " Cosa ne dovremo fare di questo grosso uccello cattivo , che ci ha fatto soffrire cento volte la fame?".
" Lo brucerò all’istante!" rispose un cacciatore arrabbiato, prima che qualcuno potesse fermarlo, tirò via con uno strattone il corvo dalle mani di quello che l’aveva catturato e lo ficcò nel fuoco del consiglio, corda , pietra e tutto quanto .
"Questo ti servirà di lezione" , disse.
Naturalmente la corda che teneva la pietra bruciò quasi subito, ed il grosso corvo riuscì a volare via dal fuoco.
Ma era malamente bruciacchiato , ed alcune sue penne erano carbonizzate . Benché fosse ancora grosso , non era più bianco .
" Caw , caw , caw , " gridò , volando via più velocemente che potè :" Non lo farò mai più , non darò più l’allarme ai bufali , e così farà tutta la nazione dei corvi . Lo prometto! Caw , caw , caw "
Così il corvo fuggì. Ma da allora tutti i corvi furono neri.

giovedì 17 agosto 2017

LA DEBOLEZZA DEI CUORI E DELLE MENTI

Gli adulti non sono capaci di avere il cuore e la mente per vedere!-dicevano le fatine a tutti i bambini che giocavano con loro nel bosco.
Nella pineta le fatine, minuscole e graziose,con le loro ali di libellula volavano e gioivano coi fanciulli.Il cuore dei giovani è aperto all'amore,e i loro occhi vedono quello che gli adulti non riescono a scorgere.
I piccoli si accorgono delle bellezze della vita.
Le fatine erano assai graziose.
Vestivano con abitini azzurri e avevano in mano bacchette scintillanti:
-Non perdete mai la dote di appassionarvi agli spettacoli del mondo!-dicevano le fatine ai giovani.I fanciulli giocavano divertiti.
Ogni tanto nel bosco dove erano le fatine e i fanciulli giungeva qualche adulto.
-Gli adulti non sono capaci di vederci!-dicevano le fatine.
-Ma perché?-chiedevano i giovani.
Pulla,la più dotta delle fatine prese la sua bacchetta e fece sprizzare dal nulla una nuvola di stelle.Qui si vide una scena del bosco fantastico.Si vedeva una civetta al sorgere del sole.Era un bell'animale e cantava il 'tutto mio'.Si vide la civetta durante la notte e poi al sorgere del sole.Con la luce del sole la civetta non vedeva più le cose evidenti della vita:
-Ecco!-disse Pulla-Gli uomini sono come la civetta che alla luce del sole non vede più!La debolezza delle menti adulti è simile agli occhi di questo uccello innanzi al sole:non si accorge delle cose più evidenti!-
Altri adulti non avrebbero capito ciò che Pulla diceva,ma i fanciulli hanno capacità straordinarie e loro capirono.
Risposero infatti:
-Gli adulti sono come la civetta alla luce del sole:non vedono l'amore,la bontà né Dio!-
Pulla fece una straordinaria magia.Toccò con la sua bacchetta una nuvola bianca.
La nuvola venne riempita di capacità di commuoversi agli spettacoli della vita. Era la capacità di provare gioia all'aurora, commozione al tramonto, emozione per i gesti di amore,per la bontà e per Dio.
I giovani pregarono tutti insieme che da quella nuvola venisse una pioggia fatata a bagnare i loro genitori e propri cari.
Finalmente la nuvola si posò sulle loro case.
Il cielo si illuminò d'immenso.
La bianca nuvola divenne sempre più grossa e cominciò a piovere.
Era una pioggia fantastica, dei colori dell'iride.
C'erano gocciole multicolore:gialle, rosse, arancioni, indaco, violette, blù e verdi.
Sui tetti delle abitazioni sbucarono angeli.
Le fatine si avvicinarono coi fanciulli alle case.
Gli adulti uscirono.
Per la prima volta in vita loro, dopo essersi fatti bagnare dalle gocciole magiche, anche loro videro le fatine.
Avevano imparato ad avere anche loro un cuore.
I loro cuori e le loro menti si aprirono alla commozione e ai sentimenti.
ROBERTO BIANCHI

mercoledì 16 agosto 2017

L'ARCOBALENO DEL CORAGGIO

In una grande fattoria Irlandese viveva insieme ai suoi fratelli un bambino bellissimo di nome Niko.
Niko amava molto gli animali e trascorreva le giornate in compagnia dei suoi piccoli amici.
Un giorno venne all’improvviso un bruttissimo temporale che allagò l’intera fattoria, Niko e i suoi fratelli erano molto tristi e osservavano stupiti dietro la finestra di casa la pioggia che scendeva copiosa dal cielo,si vedeva anche il lungo serpeggiare dei fulmini e si udiva il forte fragore dei tuoniNiko pensò: “ma quando finirà questo brutto temporale? Che malinconia la pioggia”.
Niko aveva perfettamente ragione, la pioggia aveva creato disagi nella fattoria e gli animali si erano rifuggiati nelle loro tane tutti impauriti.
Il brutto temporale durò tre giorni e tre notti Niko pensava sempre ai suoi piccoli amici e disse: “poveri amici miei chissà come stanno male sempre chiuse nelle loro abitazioni,gli animali hanno bisogno di aria, di luce,di sole,e di stare a contatto con la natura per vivere bene perchè in mezzo al verde si sentono più sicuri”.
La mattina seguente Niko si alzò di buonumore e affacciandosi alla sua finestra di casa scrutò gli occhi verso il cielo e vide un enorme arcobaleno pieno di sette colori sfavillanti.
Era un arcobaleno grandissimo,molto bello e Niko non smise mai di osservarlo, per la gioia si avviò nella stanza dei suoi fratelli che stavano ancora dormendo,e preso dalla contentezza gridò: “Alzatevi fratelli miei, ho visto fuori un arcobaleno stupendo”.
I fratelli si alzarono dai loro letti e si accostarono davanti alla finestra guardando con stupore quel bellissimo arcobaleno,ma non è tutto,all’improvviso dalle nuvole comparvero delle bellissime scale dorate e Niko guardando meravigliato disse: “Cosa sono quei gradini lì?” I fratelli replicavano: “perchè non andiamo a vedere? Chissà forse potremmo salire e toccare con mano l’arcobaleno”.
Niko ebbe un po’ di paura perchè non sapeva cosa ci sarebbe stato aldilà di quelle scale dorate.
Ma i fratelli lo incoraggiarono ad andare a vedere.
Niko si convinse, si fece coraggio e andò però da solo, i suoi fratelli decisero di non salire su quelle scale perchè volevono che Niko potesse superare le paura che aveva sempre avuto dentro.
“Su Niko forza e coraggio,noi ti sosteniamo!” Dissero i fratelli, “vinci le tue paure, sarà la tua forza”.
Niko strinse i denti e cominciò a salire lungo le scale dorate, i gradini di quelle scale erano tante, ma Niko le percorse tutte ad uno ad uno fino a quando salito l’ultimo gradino e vide un mondo fantastico animato da personaggi magici.
Niko acclamò: “qui sembra tutto un sogno tutto era luminoso e brillante i fiori,le piante, le foglie, i frutti, le case, la gente, e anche gli animaletti, com’è bello” disse Niko non potevo mai immaginare che dentro questo arcobaleno vivesse un altro mondo, “forse sto sognando”.
Niko da un lato era contento ma da un’altra aveva di nuovo paura di vedere un mondo per lui sconosciuto.
All’improvviso si avvicina una signora molto bella dai capelli lunghi e neri sciolti fino alle spalle,due occhi splendenti e verdi come smeraldi e disse: “Niko perchèstai tremando? Non avere paura qui sarei nostro ospite per tre giorni e tre notti”.
Niko la guardò con gli occhi tremanti ma nello stesso tempo lo sguardo di quella signora metteva tanta serenità.
Niko pensò anche ai tre giorni e tre notti del temporale, ma ancora confuso si adagiò.
“Vieni”,disse la signora “ti faccio vedere una cosa”.
Niko la segui,ma mentre camminavano lungo il sentiero la luce diventava sempre più fioca la visibilità si era ridotta e all’improvviso tutto era diventato buio e tetro.
Niko per la paura si mise a gridare chiamando aiuto, ma nessuno rispose.
All’improvviso udì delle voci soavi che lo incitavano ad avere coraggio e ad andare avanti.
Niko sentiva quelle voci ma per colpa del buio, non riusciva a vedere nessuno.
Proseguì il suo cammmino verso il sentiero fatato, Niko pensò “ce la devo fare,non devo avere paura”, “forza Niko” dissero le voci “anche se tutto è buio cammina sempre, percorri la via,non ti arrendere mai, tu sei tutta la tua forza fatti sempre coraggio,il coraggio sarà la tua via per trovare la strada”.
Niko non si arrese e all’improvviso una grande forza interiore illuminò il suo coraggio e cammino per tre ore lungo il sentiero.
Finalmente Niko non ebbe più paura e sapeva di poter riuscire nella sua impresa, adesso nessuno lo poteva fermare!!!! Di colpo si fece giorno, il buio spari all’improvviso e tutto ritornò come prima, luminoso e splendente.
Niko allora capì che aveva finalmente superato il più terribile dei tiranni “LA PAURA”e tutti gli ostacoli che gli impedivano di andare avanti.
Dopo questa esperienza Niko crebbe un ragazzo coraggioso e non ebbe più paura di nulla, affrontò ogni situazione con spirito di coraggio e temeraria e si avvio verso il lungo viaggio della vita.
GIOVANNA MANGONE

venerdì 11 agosto 2017

IL BUGIARDO IRLANDESE

 Nel lontano Est viveva una volta un re che aveva una sola figlia. Quando la figlia fu cresciuta, ed era abbastanza grande per venire maritata il re proclamò che avrebbe concesso la sua mano alla persona che fosse riuscita a fargli dire per tre volte di seguito: "E' una menzogna, una menzogna, una menzogna!".
La notizia del proclama si sparse per il mondo, e raggiunse anche l' Irlanda dove allora vivevano una povera vedova e suo figlio che era un celebre bugiardo. Una sera il ragazzo tornò a casa e disse:
- Sarei sorpreso se non potessi conquistarmi la figlia del re. Datemi la vostra benedizione, madre, perché domani parto. Il mattino seguente il bugiardo irlandese partì per la sua avventura. Viaggiò a lungo e alla fine giunse alla reggia del re. Alle porte venne fermato dalle guardie:
- Ehi, tu! Dove vai piccolo irlandese?
- Vado dal vostro re, per sposare sua figlia, - rispose il bugiardo.
Le guardie lo portarono subito al cospetto del re. Il re lo condusse in un enorme prato, dove i suoi greggi e armenti stavano pascolando, e chiese:
- Cosa pensi del mio bestiame?
- Cosa penso, Vostra Maestà? Questi non sono armenti, non è bestiame, non è niente.
Dovreste vedere il bestiame di mia madre! - Esclamò il bugiardo irlandese.
- E cos'hanno di speciale ? - chiese il re dell'Est.
- Cos'hanno di speciale, Vostra Maestà? Sono così grandi che una volta, sotto una foglia di una di quei cavoli sì poté fare un banchetto di nozze. Sapete, era venuto a piovere e gli invitati in cortile si bagnavano.
- Uhm, Uhm,- borbotto il re dell' Est, e condusse il bugiardo in un orto vastissimo, che era stato coltivato a fave.
- Ora dimmi che cosa pensi delle mie fave,- domandò.
- Cosa penso, Vostra Maestà? Perché queste sono fave? Non sono fave e non sono niente! Dovreste vedere le fave dell'orto di mia madre! - esclamò il bugiardo irlandese.
- Cos'hanno di speciale, Vostra Altezza Reale ? Sono piante così alte che la punta della più corta raggiunge le nuvole. Una volta, quando i boccelli erano maturi, andai con un sacco per raccogliere le fave da una pianta. Mi arrampicai di foglia in foglia, cogliendo le fave e buttandole nel sacco. Quando questo fu pieno, lo gettai a terra e continuai a salire, finché arrivai tra le nuvole. Lì vidi una casa e sul muro c'era una pulce. Siccome avevo bisogno di una nuova borsa, la uccisi e la spellai: ma la pelle era sufficiente per nuove borse. Quando poi cominciai a scendere le foglie erano già secche, e si ruppero sotto i miei piedi. Subito dopo l'intero gambo della pianta si spezzò.Io caddi, e precipitai in un gran dirupo. Siccome ero rimasto conficcato tra due rocce e non riuscivo a liberarmi, trassi di tasca il mio coltello, mi tagliai la testa e la mandai a casa per avvisare i familiari di ciò che era successo. Lungo la strada la mia testa incontrò una volpe e quella briccona la afferrò in bocca. Questo mi seccò moltissimo. Perciò saltai via e gli corsi dietro, e quando la raggiunsi le tagliai un pezzo di coda col coltello. E sulla coda c'era scritto che vostro padre era stato servo di mio padre!
- Questa è una menzogna, una menzogna, una menzogna! - urlò il re arrabbiato.
- Lo so, Vostra Maestà - rispose il bugiardo irlandese.
- Ma voi stesso mi avete invitato a dirla. Ora, come punizione, dovete darmi vostra figlia in sposa.
E così fu che il povero irlandese ottenne la mano della figlia del re dell'Est.
Venne preparato uno splendido banchetto, che durò un anno intero, e l'ultimo giorno fu allegro e chiassoso quanto il primo

(Fiaba Irlanda)

giovedì 10 agosto 2017

UNA BREVE STORIA ZEN:IL SAGGIO E LE DOMANDE

C'era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un'oasi all'entrata di una città del Medio Oriente.
Un giovane si avvicinò e gli domandò:
"Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?"
L'uomo rispose a sua volta con una domanda:
"Come erano gli abitanti della città da cui venivi?"
"Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là".
"Così sono gli abitanti di questa città!", gli rispose il vecchio saggio.
Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all'uomo e gli pose la stessa domanda:
"Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?"
L'uomo rispose di nuovo con la stessa domanda:
"Com'erano gli abitanti della città da cui vieni?".
"Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!".
"Anche gli abitanti di questa città sono così!", rispose il vecchio saggio.
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all'abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:
"Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?
"Figlio mio", rispose il saggio, "ciascuno porta nel suo cuore ciò che è.
Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui.
Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell'altra città,troverà anche qui degli amici leali e fedeli.
Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.

sabato 5 agosto 2017

EMOZIONI

A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.
Alessandro Baricco

Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione!
Paul Gauguin

Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo.
Vincent Van Gogh

Quando trattiamo con la gente, ricordiamo che non stiamo trattando con persone dotate di logica. Noi stiamo trattando con creature dotate di emozioni.
Dale Carnegie

Perché a volte la stessa emozione che ti spezza il cuore è anche quella che te lo guarisce.
Nicholas Spark

Le cose più belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore.
Helen Keller

Alcune cose sono troppo grandi per essere viste; alcune emozioni sono troppo grandi per essere sentite.
Neil Gaiman

Il tuo intelletto può confonderti, ma le tue emozioni non ti mentiranno mai.
Roger Ebert

Ci sono dei momenti in cui non occorrono parole per trasmettere una forte emozione.
Basta un gesto, un ricordo, una canzone, un tono di voce, un motivetto cantato per strada da un bambino, un accessorio indossato da un passante, un regalo di una persona che non c’è più… e subito riaffiora lì davanti ai tuoi occhi quella sensazione d’immenso che non sai spiegare
Anton Vanlight

martedì 1 agosto 2017

PREGHIERA

Dammi il supremo coraggio dell'amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore, e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l'offesa, ma disdegna di ripagarla
con l'offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.
Kahlil Gibran

giovedì 27 luglio 2017

RIFLESSIONE PERSONALE

Dal primo luglio...giorno infido in cui una malattia bastarda ha fatto capolino,nella nostra vita...sono trascorsi tanti giorni,all'inizio per me è stata durissima perchè mi sentivo crollare,non avevo pace e i miei problemi di salute mi parevano insormontabili...grazie a dio ci sono rimedi naturali che possono aiutare negli stati ansiosi,in questo frangente, 
ho capito quanto l'amore viscerale per i fratelli sia profondo,non che non lo sapessi nel mio cuore,ma quando si affronta una malattia tutti assieme,è nelle difficoltà che si vede l'amore,e ora dopo giorni di angoscia,si ricomincia a sperare,sto pensando ai giorni migliori che verranno,alla fine del tunnel c'è sempre una luce.....

mercoledì 26 luglio 2017

NON DIMENTICARTI

Non dimenticarti
di me,
non cancellare
il mio nome
dal tuo cuore mai,
lasciami vivere
ancora un po'
nell'anima tua,
lasciami abitare nel
tuo cuore,
non mandarmi mai via,
non saprei dove andare,
lascia che io viva in
te ancora un po',
lascia il
mio battito
dell'anima
in te ancora
un po',
e tu non lasciarmi
andare,
io,
io non saprei
dove andare!

SUSAN RANDALL

mercoledì 19 luglio 2017

LA LUCE DELLA MIA ANIMA

Piano con passi cauti
porto a passeggio il mio cane
dolce e affettuoso
un compagno
un amico inseparabile 
mi porta al parco
lì può muoversi meglio... 
sento l'odore dell'erba
entra forte nelle mie narici
sento anche lui 
quando torna
col fiato ai miei piedi
accoccolato 
guarda i miei movimenti
sento il vento che mi accarezza dolcemente
portando il calore del sole sul mio viso
luccica ed illumina sempre il mio cammino...
non conosco la luce d'un tramonto
oppure il sorgere dell'alba
ma i profumi sono diversi e mi deliziano
conosco il freddo ed il caldo
sento le sofferenze del mondo
allora penso
alla bontà Divina
che accompagna sempre
- la luce della mia anima.
Giuseppe Bellanca

martedì 18 luglio 2017

CERCAMI IN UN SOGNO

Cercami in un sogno stanotte
nella limpida goccia di rugiada
sul filo d'erba in primavera
lungo il sentiero del giorno.

Cercami in un sogno stanotte
nello stupore di sguardo innamorato
luce che cade dagli occhi
come stella d'agosto.

Cercami in un sogno stanotte
nella brina d'argento sul prato assonnato
manto soffice di un lungo letargo
e scrigno di gemme preziose.

Cercami in un sogno stanotte
e se il sogno tarda a venire
stendi la mano lentamente
e mi troverai accanto a te

…e la realtà sarà più bella
del più bel sogno dei tanti sogni.

Carla Colombo

lunedì 17 luglio 2017

LA BOCCA

Un uomo baciava continuamente la bocca della sua donna, un giorno un mago molto cattivo ed invidioso lo derise definendolo "dominato dalla sua donna" e gli lanciò una sfida; doveva evitare di baciare la sua donna per un mese altrimenti avrebbe dovuto accettare una penitenza. L'uomo senza pensare al benessere della sua donna accettò la sfida per orgoglio. Ma quando l'uomo perse, le labbra della donna sparirono, il mago le tramutò in fiori. Allora l'uomo cadde nella più completa disperazione e supplicò il mago, disse addirittura di essere ben felice di "essere dominato dalla sua donna", perché il suo era amore e deve essere padrone ma complice e voleva quindi solo la possibilità di poter baciare di nuovo la sua donna. L'uomo cercò ovunque le labbra della sua donna, tra gli animali, tra i pesci, tra gli uccelli, tra gli alberi, ma non riuscì a ritrovarle. Così propose al mago di prendere in cambio le sue stesse labbra pur di far riapparire quelle della sua amata, perché sarebbe stata lei a baciarlo al suo posto. Il mago commosso allora, piantò un seme e quando crebbe e divenne un fiore lo colse e lo diede all'uomo dicendogli di donarlo alla sua donna. L'uomo lo fece e quando lei lo avvicinò al suo viso per annusarlo e vi posò senza volerlo i suoi petali questi si attaccarono formando delle labbra. Così l'uomo vide riapparire senza sacrificar nulla, con un solo gesto d'amore le labbra della sua amata.
Annamaria Crugliano

sabato 15 luglio 2017

SE

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo pero’ considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)

giovedì 13 luglio 2017

POESIA

Il giorno più bello? Oggi
L’ostacolo più grande? La paura
La cosa più facile? Sbagliarsi
L’errore più grande Rinunciare
La radice di tutti i mali? L’egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicità più grande? Essere utili agli altri
Il mistero più grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona più pericolosa? Quella che mente
Il sentimento più brutto? Il rancore
Il regalo più bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione più piacevole? La pace interiore
L’accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L’ottimismo
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto
La forza più grande? La fede
La cosa più bella del mondo? L’amore.
SANTA TERESA DI CALCUTTA

mercoledì 12 luglio 2017

RICERCA

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.
Socrate

Non finiremo mai di cercare. E la fine della nostra ricerca sarà l’arrivare al punto da cui siamo partiti e il conoscere quel luogo per la prima volta.
Thomas Stearn Eliot

La salvezza sta nella ricerca.
Anche se non si trova.
Anche se non si sa cosa si cerca.
Anche se non si sa che si cerca.
Rosario Magrì

La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.
Albert Einstein

martedì 11 luglio 2017

DESTINO

Non ci è dato di scegliere la cornice del nostro destino, ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro.
Dag Hammarskjöld

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.
Haruki Murakami

Vorrei incontrare una volta il mio destino e carezzargli il viso e dargli del “tu”, come una persona che aspettavo da tempo.
Fabrizio Caramagna

domenica 9 luglio 2017

LUCE

La prima creatura di Dio fu la luce.
Francesco Bacone

La vita è una grande avventura verso la luce.
Paul Claudel

Tengo i giorni chiari, quelli scuri li rendo al destino.
Zsuzsa Bánk

Le persone sono come le vetrate.
Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro.
Elisabeth Kubler-Ross

A quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere.
Carl Gustav Jung

Come un fiore maltrattato dalla pioggia, ci sono anime che rispondono alla violenza con un sovrappiù di luce.
Fabrizio Caramagna

Ci sono due tipi di luce – la luce che illumina, e il bagliore che oscura.
James Thurber

mercoledì 5 luglio 2017

PERDERE

Ricorda che ogni persona che incontri ha paura di qualcosa, ama qualcosa e ha perso qualcosa.
H. Jackson Brown Jr

Il modo migliore di amare ogni cosa è quello di rendersi conto che ogni cosa può essere persa.
GK Chesterton

Tutto è perso se si perde il coraggio.
Sir James Matthew Barrie

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso
Che Guevara

Un giorno senza un sorriso è un giorno perso.
Charlie Chaplin

Ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto.
Oscar Wilde

Se hai cuore, non puoi perdere niente dovunque vai. Puoi solo trovare.
Jean-Claude Izzo

Mentre ci fermiamo a pensare, spesso perdiamo la nostra opportunità.
Publilio Siro

Non si dovrebbe pensare di “perdere” qualcosa. Se lo si pensa, lo si è perso già.
Daniel Glattauer

Non rimpiango le persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone, perché le persone non mi appartenevano, gli anni sì.
Carl Gustav Jung

venerdì 30 giugno 2017

PAURA

La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.
Howard Phillips Lovecraft

Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita. Quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione.
John Lennon

Troppi di noi non vivono i loro sogni perché stanno vivendo le loro paure.
Anonimo

Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?
Aristotele

Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare.
Elbert Hubbard

Il maggiore nemico dell’uomo è la paura, che appare sotto forme così diverse come la vergogna, la gelosia, la collera, l’insolenza, l’arroganza…
Qual è la causa della paura?
La mancanza di fiducia in se stessi.
Svami Prajnanapada

O è il male ciò di cui abbiamo paura, o il male è che abbiamo paura.
Sant’Agostino

Il nemico è la paura. Si pensa che sia l’odio; ma, è la paura.
Gandhi

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
Martin Luther King Jr

giovedì 29 giugno 2017

VOLONTA'

Si può sconfiggere il generale che comanda tre armate, ma non si può smuovere la ferma volontà di un uomo semplice.
Confucio

Chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo.
Albert Einstein

C’è una forza più potente del vapore e dell’energia elettrica: la volontà.
Fernán Caballero

Non c’è miglior chiave che la volontà di aprire una porta.
Hasier Agirre

Per riuscire nel mondo, prendete bene in considerazione queste tre massime: vedere, è sapere; volere, è potere; osare, è avere.
Alfred de Musset

Ogni uomo imprime il proprio valore su se stesso… È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo.
Friedrich Schiller

La forza di volontà è un muscolo da allenare.
Anonimo

Dio lavora sempre con coloro che lavorano con volontà.
Eschilo

I nostri corpi sono i nostri giardini dei quali le nostre volontà sono i giardinieri.
William Shakespeare

La volontà può e deve essere motivo d’orgoglio più dell’ingegno.
Honoré de Balzac

La volontà e la mente sono la stessa e unica cosa.
Baruch Spinoza

Un carattere è una volontà completamente formata.
Novalis

Nelle cose del mondo, non è il sapere, ma il volere che può.
Niccolò Tommaseo

Vivere è volere instancabilmente restaurare quotidianamente la propria volontà.
Henri Frederic Amiel