martedì 28 agosto 2018

RIFLESSIONE

Sto pensando a questa vita che dà poco e toglie tanto,a quante ingiustizie a cui si deve assistere,impotenti...è incredibile quanto le belle persone,con un cuore grande soffrano...soffrono sempre,non hanno un attimo di pace,sapere che le persone a cui vuoi bene,hanno problemi ti fa sentire instabile in balia di questa vita...è una lotta continua...mi chiedo..per raggiungere la nostra piccola oasi di pace,bisogna sempre patire,penare...è allucinante e l'impotenza poi lentamente si trasforma in rabbia,perchè ti accorgi che le persone a cui vuoi bene continuano a soffrire e le persone che non hanno etica,non hanno morale,hanno più di loro..ovvviamente mi riferisco al bene più prezioso la salute...a volte mi chiedo ma il filo della nostra vita chi lo muove?possibile che spesso sia cosi' ingiusta?spesso si dice..è il destino...o le avversità della vita,ma fatemi il piacere non dite che la sofferenza serve per renderci più forti,perchè prevale una dannata fragilità,nel mio piccolo,ho avuto i miei problemi di salute e di certo non mi hanno fatto diventare più forte..anzi mi hanno messo a nudo la mia fragilità...il timore di cosa accadrà...chi lo sa...nessuno lo sa..o forse lo sanno le forze misteriose che ci guidano in questa vita..per chi ci crede....

DIGNITA'

La maggior parte della gente consuma metà delle proprie energie cercando di proteggere una dignità che non ha mai posseduto.
(Raymond Chandler)

La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.
(Nicolai Lilin)

La delicatezza e la dignità non s’imparano dal maestro di ballo ma alla scuola del cuore.
(Fëdor Dostoevskij)

Che tu vinca o che tu perda, porta sempre a casa una cosa: la dignità.
(Franz Beckenbauer)

La volgarità è una scorciatoia, la dignità una fatica.
(monicaossino, Twitter)

La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.
(Aristotele)

Quanto più siamo capaci di dire di no a noi stessi, tanto più aumenta il nostro senso della dignità.
(Abraham Joshua Heschel)
La povertà non gli consente di sollevare la testa, la dignità non gli consente di chinarla.
(Anonimo)

Dignità: non ci sono scuole per conseguirla. Ovvero ci sono scuole per stroncarne anche la memoria
(Fausto Gianfranceschi)

Senza la dignità, l’identità viene cancellata.
(Laura Hillenbrand)

Non devi mai sacrificare queste tre cose:
La famiglia
Il cuore
La dignità.
(Anonimo)

Sapere quando andar via è saggezza.
Essere in grado di farlo è coraggio.
Andare via, a testa alta, è dignità
(Anonimo)

L’uomo deve camminare col viso rivolto al sole in modo che questo, bruciandolo, lo segni della sua dignità. Se l’uomo abbassa la testa, perde questa dignità.
(Che Guevara)

UNA BELLISSIMA LEGGENDA

C’era una volta il possente Giove che governava il cielo e la terra, era stanco degli uomini diventati superbi e cattivi. Un giorno tuono’ dicendo: ”bisogna punirli”.

Quindi chiamo’ Vulcano e gli comando’: ”con la tua arte devi fabbricarmi una splendida donna”. Vulcano sorpreso della richiesta sobbalzo’; non si aspettava un ordine simile! Fabbricare una donna? Ma non e’ la stessa cosa che cesellare un’armatura, rispose Vulcano. Giove severo ripete’ l’ordine: ”ho bisogno di castigare gli uomini”.

Vulcano zoppicando, obbediente, se ne torno’ nelle sue fucine e comincio’ a costruire la donna. La modello’ in argilla, le plasmo’ un volto soave, la dipinse di un rosa tenue e le diede come anima una scintilla del fuoco divino dell’Olimpo. La donna aprì gli occhi, sorrise e con molta grazia comincio’ a camminare. Tutte le Dee accorsero, per la curiosita’, ad ammirarla. Venere, la dolce Dea del sorriso e dell’amore, sparse sulla testa della donna le piu’ squisite grazie femminili; Minerva (Dea della saggezza, protettrice degli artigiani, ma anche della guerra) le dono’ una cintura di perle e un abito di porpora e di gemme; le tre Grazie (splendore Aglaia, gioia Eufrosine, prosperita’ Talia) le donarono gioielli favolosi; anche Giove volle farle un dono prima di mandarla tra gli uomini e le disse: “io ti metto nome Pandora che vuol dire la donna di tutti i doni, porterai un vaso con te sulla terra, esso contiene tutti i mali che possono far piangere, soffrire e rovinare gli uomini ,quindi non aprirlo”.

Pandora prese il dono e su un cocchio meraviglioso, scese sulla terra ove Giove aveva programmato che dovesse diventare la sposa di un Re (Epimeteo). Ma il pensiero fisso e la curiosita’ cominciarono a roderla. Piano piano un giorno la donna sollevo’ il coperchio del vaso, inorridita vide uscire un fumo denso soffocante, nero e acido e mille fantasmi si dileguarono per il mondo oscurando la luce del Sole.

Tutti i vizi, i dolori, le malattie e le brutture uscirono irrompendo nelle case degli uomini: Pandora disperata cerco’ affannosamente di richiudere il vaso, ma il destino si era compiuto. Quando il fumo fini’, la donna guardo’ nell’interno:c’era un bellissimo uccellino azzurro. Era la SPERANZA, l’unica cosa rimasta. Giove, quindi, aveva punito gli uomini, con la curiosita’ di Pandora, ma aveva donato per ultima la speranza, che non abbandona mai nessuno, che è l’ultima a morire.

Margherita Arancio

I BAMBINI

Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualche cosa.
3. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera.
(Paulo Coelho)

I bambini sono degli enigmi luminosi.
(Daniel Pennac)

I bambini sono come i marinai: dovunque si posano i loro occhi, è l’immenso.
(Christian Bobin)

Un neonato rappresenta il convincimento di Dio che il mondo debba continuare.
(Carl Sandburg)

Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
(Antoine de Saint-Exupéry)

Non sei mai stato bambino se non sei saltato a piedi pari dentro una pozzanghera, svegliando le fate che dormivano e facendole saltare in mille gocce di luce fino al cielo.
(Fabrizio Caramagna)

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
(Dante Alighieri)

I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.
(Michel De Montaigne)

Un bambino è un angelo le cui ali diminuiscono man mano che le sue gambe si allungano.
(Anonimo)

Dobbiamo imparare dai bambini.
Amano senza dubitare.
Abbracciano senza avvisare.
Ridono senza pensarci.
Scrivono cose colorate sulle pareti.
Credono ad almeno 10 sogni impossibili.
Non arrivano al cassetto più alto, ma toccano il cielo con la punta delle dita.
E quando vengono affidati al sonno è come se il mondo avesse perso un po’ del suo splendore.
(Fabrizio Caramagna)

I fanciulli sono continuamente ebbri: ebbri di vivere.
(Paul-Jean Toulet)

I bambini sono senza passato ed è questo tutto il mistero dell’innocenza magica del loro sorriso.
(Milan Kundera)

AFORISMI AVVENTURA

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.
(Mark Twain)

La vita è la più bella delle avventure ma solo l’avventuriero lo scopre.
(GK Chesterton)

Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia.
(Ralph Waldo Emerson)

Non si può scoprire nuovi oceani se non si ha il coraggio di perdere di vista la riva.
(Andrè Gide)

Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato
(Albert Einstein)

La vita è un’avventura da vivere, non un problema da risolvere.
(John Keats)

A volte è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.
(Anonimo)

Io sono tormentato da un’ansia continua per le cose lontane. Mi piace navigare su mari proibiti e scendere su coste barbare
(Herman Melville)

Sento il bisogno di mettere in pericolo me stesso ogni tanto.
(Tim Daly)

L’avventura permette che accada l’inaspettato.
(Richard Aldington)

Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. È letale.
(Paulo Coelho)

L’avventura: un evento che esce dall’ordinario, senza essere necessariamente straordinario.
(Jean-Paul Sartre)

Il pensiero è meraviglioso, ma ancor più meravigliosa è l’avventura.
(Oscar Wilde)

La vita è una grande avventura verso la luce.
(Paul Claudel)

SPENSIERATEZZA

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.
(Pablo Neruda)

Io non ho mai la stessa età per più di mezz’ora. Non per calcolo filosofico, ma per spensieratezza naturale.
(Barbara Alberti)

Dentro ogni adulto si nasconde un bambino che ha voglia di giocare.
(Friedrich Nietzsche)

Mi manca il riposo, la dolce spensieratezza che fa della vita uno specchio dove tutti gli oggetti si dipingono un istante e sul quale tutto scivola.
(Alfred De Musset)

Gli animali ci regalano la spensieratezza. Ma noi li contagiamo con le nostre nevrosi.
(Silvana Baroni)

Erano allora i tempi della gioventù. L’ingenua spensieratezza prevaleva, le scelte di vita erano lontane e tutte da prendere ancora.
(Felice De Martino)

Vi era anticamente una capacità di spensieratezza e di giocosità che è stata in buona misura soffocata dal culto dell’efficienza. L’uomo moderno pensa che tutto deve essere fatto in vista di qualcos’altro e non come fine a se stesso.
(Bertrand Russel)

Quando diventi uno specchio senza pensieri, tutte le distinzioni scompaiono dal mondo. Allora la rosa, l’uccello, la terra, il cielo, il mare, la sabbia e il sole sono tutti un’unica cosa, un’unica energia.
(Osho)

LA LEGGENDA DI SORTE E SPERANZA

Quando furono stabiliti il tempo e lo spazio, e le creature videro per la prima volta la luce, sulla Terra regnava incontrastata una fanciulla, bellissima e terribile: il suo nome era Sorte. Sorte era di una tale bellezza, che qualunque mortale ne restava ammaliato e, avvinto dal suo incantesimo, perdeva la volontà e si arrendeva completamente al suo comando. Sorte era capricciosa, viziata e consapevole del proprio potere, e lo usava con crudeltà, mettendo alla prova i mortali, recidendo giovani vite e portando dolore e disperazione.
Gli spiriti immortali, commossi dalla vita miserevole e triste in cui i mortali erano imprigionati, decisero allora di placare gli eccessi della terribile fanciulla, e le diedero una sorella: Speranza. Anche Speranza era bellissima, ma, sebbene un suo sorriso fosse sufficiente ad acquietare l'animo inquieto di Sorte, il suo spirito dolce ed arrendevole, le rendeva impossibile opporsi al volere della sorella.
Tuttavia, la dolcezza e la compassione di Speranza conquistarono presto il cuore dei mortali, che si volsero a lei, senza ignorare la volontà di Sorte, ma mitigandola grazie al sorriso compassionevole della fanciulla.
Anche Sorte cadde presto sotto l'incantesimo di Speranza, e cominciò a non poter più fare a meno della presenza della sorella, l'unica che poteva darle istanti di pace e serenità.
Da allora Sorte e Speranza vagano nelle terre dei mortali, l'una mettendo alla prova le creature che incrociano il suo passaggio, e l'altra portando un sorriso laddove la sorella ha sparso una lacrima.
(Parmhiril)

COMARE MORTE

Un pover'uomo aveva dodici figli e doveva lavorare giorno e notte per poter procurare loro soltanto il pane. Quando venne al mondo il tredicesimo, non sapendo più cosa fare, corse sulla strada per pregare il primo che incontrasse di fare da padrino. Il primo che incontrò fu il buon Dio. Il buon Dio già sapeva cosa gli pesava sul cuore e gli disse: "Pover'uomo, mi fai pena: terrò a battesimo il tuo bambino e provvederò perché‚ sia felice sulla terra." - "Chi sei?" domandò l'uomo. "Sono il buon Dio." - "Allora non ti voglio per compare, perché‚ dai ai ricchi e fai patire ai poveri la fame." Così parlò l'uomo poiché‚ non sapeva con quanta saggezza Iddio dispensi ricchezza e povertà. Volse così le spalle al Signore e proseguì. Gli si avvicinò il diavolo e disse: "Cosa cerchi? Se sarò padrino di tuo figlio, gli darò oro e tutti i piaceri del mondo." L'uomo domandò: "Chi sei?" - "Sono il diavolo." - "Allora non ti voglio per compare: tu inganni gli uomini per sedurli," disse l'uomo, e proseguì. Gli venne incontro la Morte e gli disse: "Prendimi per comare" - "Chi sei?" domandò l'uomo. "Sono la Morte, che fa tutti uguali." Allora l'uomo disse: "Tu sei giusta: prendi sia il ricco sia il povero senza fare differenze; sarai la mia comare." La Morte rispose: "Farò diventare tuo figlio ricco e famoso; chi mi ha per amica, non manca di nulla." Disse l'uomo: "Domenica prossima c'è il battesimo: sii puntuale." La Morte comparve come aveva promesso e fece da madrina al piccolo.

Quando il ragazzo fu adulto, un bel giorno la comare lo prese con s‚, lo portò nel bosco e, quando furono soli, gli disse: "Ora avrai il mio regalo di battesimo. Farò di te un medico famoso. Quando sarai chiamato al letto di un ammalato, ti apparirò ogni volta: se mi vedrai ai piedi del letto, puoi dire francamente che lo risanerai; gli darai un'erba che ti indicherò e guarirà; ma se mi vedi al capezzale dell'infermo, allora è mio e dovrai dire che ogni rimedio è inutile e che deve morire." Poi la Morte gli indicò l'erba miracolosa e gli disse: "Guardati dall'usarla contro il mio volere."

Ben presto il giovane divenne famoso in tutto il mondo. "Gli basta guardare l'ammalato per capire se guarirà o se deve morire." Così si diceva di lui e la gente accorreva da ogni parte per condurlo dagli ammalati e gli davano tanto oro quanto egli chiedeva, cosicché‚ in poco tempo divenne un uomo ricco. Ora avvenne che anche il re si ammalò, e mandarono a chiamare il medico perché‚ dicesse se doveva morire. Ma quand'egli si avvicinò al letto, vide che la Morte si trovava al capezzale dell'ammalato: non vi era più erba che giovasse. Ma il medico pensò: "Forse per una volta posso ingannare la Morte, e dato che è la mia madrina, non se l'avrà poi tanto a male!" Così prese il re e lo voltò di modo che la Morte venne a trovarsi ai suoi piedi; poi gli diede l'erba e il re si riebbe e guarì. Ma la Morte andò dal medico adirata e con la faccia scura gli disse: "Per questa volta te la passo perché‚ sono la tua madrina, ma se ti azzardi a ingannarmi ancora una volta, ne andrà della tua stessa vita!"

Non molto tempo dopo si ammalò la principessa e nessuno riusciva e guarirla. Il re piangeva giorno e notte da non vederci più; infine fece sapere che chiunque la salvasse dalla morte, sarebbe diventato il suo sposo e l'erede della corona. Quando il medico giunse al letto dell'ammalata, vide la Morte al suo capezzale. Ma pensò alla promessa del re e inoltre la principessa era così bella che egli dimenticò l'ammonimento e, anche se la Morte gli lanciava terribili occhiate, voltò l'ammalata mettendole la testa al posto dei piedi e le diede l'erba, cosicché‚ ella tornò in vita.

Ma la Morte, vedendosi defraudata per la seconda volta di ciò che le spettava, andò dal medico e disse: "Seguimi!" lo afferrò con la sua mano di ghiaccio e lo condusse in una caverna sotterranea, ove si trovavano migliaia e migliaia di luci a perdita d'occhio. Alcune erano grandi, altre medie, altre ancora piccole. A ogni istante alcune si spegnevano e altre si accendevano, di modo che le fiammelle sembravano saltellare qua e là. "Vedi," disse la Morte, "queste luci sono le vite degli uomini. Le più alte sono dei bambini, le medie dei coniugi nel fiore degli anni, le piccole dei vecchi. Ma a volte anche i bambini e giovani hanno soltanto una piccola candelina. Quando si spegne, la loro vita è alla fine ed essi mi appartengono." Il medico disse: "Mostrami la mia." Allora la Morte gli indicò un moccoletto piccolo piccolo che minacciava di spegnersi e disse: "Eccola!" Allora il medico si spaventò e disse: "Ah, cara madrina, accendetene un'altra perché‚ possa godere la mia vita, diventando re e sposo della bella principessa!" - "Non posso," rispose la Morte, "deve spegnersi una candela prima che se ne accenda un'altra." - "Allora mettete quella vecchia su di una nuova, che arda subito quando l'altra è finita," supplicò il medico. Allora la Morte finse di esaudire il suo desiderio, e prese una grande candela nuova. Ma, nel congiungerle, sbagliò volutamente, poiché‚ voleva vendicarsi, e il moccolo cadde e si spense. Subito il medico stramazzò a terra: anch'egli era caduto nelle mani della Morte.

UNA FIABA DEI FRATELLI GRIMM

RICORDI

Andare a caccia di ricordi non è un bell’affare. Quelli belli non li puoi catturare e quelli brutti non li puoi uccidere.
(Giorgio Faletti)

Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo.
(Bob Dylan)

La memoria di ogni uomo è la sua letteratura privata.
(Aldous Huxley)

Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.
(Virginia Woolf)

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.
(Jeremy Irons)

I ricordi battono dentro di me come un secondo cuore.
(John Banville)

La memoria umana è veramente qualcosa di strano. Sfioro un braccio e trovo la voce di un’altra persona. Tocco dei volti e i loro occhi si allontanano. Scopro un cielo azzurro e tutte le forme intorno si nascondono. Attraverso un ponte e non c’è nessun fiume sotto. Come sono inafferrabili taluni ricordi nel loro essere appesi a niente, forme in continuo movimento che restituiscono il niente in un niente più grande.
(Fabrizio Caramagna)

Ricordando i giorni di tristezza, i ricordi mi inseguono.
Ricordando i giorni di gioia, io inseguo i miei ricordi.
(Anonimo)

La memoria è una pazza che accumula tovaglioli colorati e butta via il cibo.
(Austin O’Malley)

Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.
(Cesare Pavese)

Se anche la gioia lasciasse cicatrici. Ognuna il ricordo di un momento bello. “Questa cicatrice, me la sono fatta a 20 anni, davanti a un tramonto”.
(Fabrizio Caramagna)

A volte i ricordi diventano il presente e il presente svanisce come un ricordo lontano.
(Massimo Valerio Manfredi)

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

LE MONTAGNE

Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.
(John Ruskin)

I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Sulle cime più alte ci si rende conto che la neve, il cielo e l’oro hanno lo stesso valore.
(Boris Vian)

Migliaia di persone stanche, stressate e fin troppo “civilizzate”, stanno cominciando a capire che andare in montagna è tornare a casa e che la natura incontaminata non è un lusso ma una necessità.
(John Muir)

Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono.
(William Blake)

Ma devo dire che la montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori, non sono riusciti a darmi. Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione. Qualche volta anche spintonato, ma sempre dopo essere stato avvertito.
(Mauro Corona)

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.
(Emilio Comici)

Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte.
(Reinhold Messner)

Il colore delle montagne è il corpo di Buddha; il suono delll’acqua corrente è il suo grande discorso.
(Dogen)

Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna.
(Walter Bonatti)

La montagna offre all’uomo tutto ciò che la società moderna si dimentica di dargli.
(Anonimo)

In poche parti del creato si rivela tanto splendidamente quanto nell’alta montagna, la potenza, la maestà, la bellezza di Dio.
(Pio XI)

domenica 29 luglio 2018

SE PENSO A TE

Questa poesia è nata in un pomeriggio afoso,ovviamente è dedicato a un uomo,
ora la dedico a tutte le persone come me romantiche,sognatrici,che pur rimanendo deluse,vanno avanti coraggiosamente per il loro percorso,senza cambiare....


Se penso a te,sono divisa,da un lato mi avevi affascinato,
dall'altro mi hai deluso più volte,
ma, sai, non sono capace di odiarti,
perchè per un attimo,hai dimorato nel mio cuore.
Ora se penso a te,penso al tempo perso
quante illusioni,quanti sogni,spezzati,
ma non posso darti una colpa,perchè
la colpevole sono solo io...
che ti ho creduto,
ho creduto alle tue dolci parole,
per un attimo,mi hanno emozionato,
ci hanno emozionato.
Ora cosa è rimasto di te?
me lo sto chiedendo,tutta l'emozione
si è dissolta,ma non te ne dò una colpa,
alla fine dei conti,al giorno d'oggi essere
una romantica sognatrice,non paga,
credo che non paghi mai,
ma c'è una cosa che posso dirti,
non la parola addio,perchè non te la meriti..
posso solo dirti che non cambierò mai,rimarrò
la dolce lucy che tu per un brevissimo attimo
hai conosciuto.
Lucia

lunedì 9 luglio 2018

UN AMORE MAI NATO

Piccola premessa...giorni fa ho scritto questa poesia dedicandola a un dolce uomo,quante volte nella vita non troviamo il coraggio di farci avanti....dovremmo farlo altrimenti rimangono i rimpianti di ciò che poteva accadere....

Tu per me sarai sempre nel mio cuore,
per tanti anni  ti ho portato dentro,
eri nei miei pensieri,
mi hai regalato dolce emozioni.
Sei stato un amore mai nato,
per colpa della mia timidezza,
di altre ragioni,
non ti ho mai rivelato ciò che tu rappresentavi per me,
per tanti anni ho sognato che avrei scoperto 
un tuo dolce bacio,ma,
le nostre strade si sono rincorse 
senza mai trovarci...
Poi un giorno l'amara scoperta
tu non ci sei più,
hai lasciato questa vita perchè dentro di te,
sentivi un grande vuoto e non c'è l'hai fatta
ad andare avanti.
Hai lasciato un dolore incolmabile per i tuoi cari,
non oso immaginare quanto sia dura,
andare avanti quando un familiare compie
il gesto estremo...
Ora dove sarai,la tua anima
avrà trovato la pace che agognavi.
Dolce uomo per me sarai sempre qui,nel mio cuore.

Scritta il 7 luglio 2018

domenica 10 giugno 2018

AFORISMI DIGNITA'

La maggior parte della gente consuma metà delle proprie energie cercando di proteggere una dignità che non ha mai posseduto.
(Raymond Chandler)

La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.
(Nicolai Lilin)

La delicatezza e la dignità non s’imparano dal maestro di ballo ma alla scuola del cuore.
(Fëdor Dostoevskij)

Che tu vinca o che tu perda, porta sempre a casa una cosa: la dignità.
(Franz Beckenbauer)

La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.
(Aristotele)

Quanto più siamo capaci di dire di no a noi stessi, tanto più aumenta il nostro senso della dignità.
(Abraham Joshua Heschel)

La povertà non gli consente di sollevare la testa, la dignità non gli consente di chinarla.
(Anonimo)

Dignità: non ci sono scuole per conseguirla. Ovvero ci sono scuole per stroncarne anche la memoria
(Fausto Gianfranceschi)

Senza la dignità, l’identità viene cancellata.
(Laura Hillenbrand)

Non devi mai sacrificare queste tre cose:
La famiglia
Il cuore
La dignità.
(Anonimo)

Sapere quando andar via è saggezza.
Essere in grado di farlo è coraggio.
Andare via, a testa alta, è dignità
(Anonimo)

L’uomo deve camminare col viso rivolto al sole in modo che questo, bruciandolo, lo segni della sua dignità. Se l’uomo abbassa la testa, perde questa dignità.
(Che Guevara)

ALLA VITA

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

FRATELLANZA

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli.
(Martin Luther King)

C’è un destino che ci rende fratelli:
nessuno va per la sua strada da solo.
Tutto ciò che facciamo nella vita degli altri,
ritorna nella nostra.
(Edwin Markham)

Se un fratello sta davanti alla porta e bussa, uno lo accoglie a braccia aperte, senza chiedere quanto gli verrà a costare.
(Ernst Jünger)

Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.
(Nelson Mandela)

Nessun uomo è un’isola, intera di se stessa; ogni uomo è un pezzo del continente.
(John Donne)

Da lontano, ho visto un mostro. Avvicinandomi, ho visto un fratello. Parlandogli, ho trovato un fratello.
(Proverbio indiano)

La fratellanza è bella! Gesù Cristo ha portato alla sua pienezza anche questa esperienza umana dell’essere fratelli e sorelle, assumendola nell’amore trinitario e potenziandola così che vada ben oltre i legami di parentela e possa superare ogni muro di estraneità.
(Papa Francesco)

La fratellanza è, non v’ha dubbio, la base d’ogni società, la condizione di ogni progresso.
(Giuseppe Mazzini)

La fratellanza è la capacità di riconoscere noi stessi negli altri e gli altri in noi stessi.
(Fabrizio Caramagna)

Fintanto che ciascun uomo non sarà diventato veramente fratello del suo prossimo, la fratellanza non avrà inizio. Nessuna scienza e nessun interesse comune potrà indurre gli uomini a dividere equamente proprietà e diritti. Qualunque cosa sarà sempre troppo poco per ognuno e tutti si lamenteranno, si invidieranno e si ammazzeranno l’un l’altro.
(Fëdor Dostoevskij)

Tutti noi abbiamo un’origine comune, siamo tutti figli dell’evoluzione dell’universo, dell’evoluzione delle stelle, e quindi siamo davvero tutti fratelli.
(Margherita Hack)

Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o periremo insieme come stolti.
(Martin Luther King)

martedì 10 aprile 2018

IL BUCANEVE

Era inverno, l'aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve.

Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. "Avanti!" disse il fiore. Non posso" rispose il raggio "non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate." "Quando verrà l'estate?" chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. Ma c'era ancora tanto tempo prima dell'estate, la neve era ancora lì e ogni notte l'acqua gelava. "Quanto dura!" disse il fiore. "Io mi sento solleticare, devo stendermi, allungarmi, aprirmi, devo uscire! Voglio dire buongiorno all'estate; sarà un tempo meraviglioso!" Il fiore si allungò e si stirò contro la scorza sottile che l'acqua aveva ammorbidito, la neve e la terra avevano riscaldato, il raggio di sole aveva punzecchiato; così sotto la neve spuntò una gemma verde chiaro, su uno stelo verde, con foglioline grosse che sembravano volerla proteggere. La neve era fredda, ma tutta illuminata, e era così facile attraversarla, e sopraggiunse un raggio di sole che aveva più forza di prima. "Benvenuto, benvenuto!" cantavano e risuonavano tutti i raggi, e il fiore si sollevò oltre la neve nel mondo luminoso. I raggi lo accarezzarono e lo baciarono, così si aprì tutto, bianco come la neve e adorno di striscioline verdi. Piegava il capo per la gioia e l'umiltà. "Bel fiore" cantavano i raggi "come sei fresco e puro! Tu sei il primo, l'unico, sei il nostro amore. Tu annunci l'estate, la bella estate in campagna e nelle città. Tutta la neve si scioglierà; i freddi venti se ne andranno. Noi domineremo. Tutto rinverdirà, e tu avrai compagnia, il lillà, il glicine e alla fine le rose; ma tu sei il primo, così delicato e puro!" Era proprio divertente. Era come se l'aria cantasse e risuonasse, come se i raggi di sole penetrassero nei suoi petali e nel suo stelo, lui era lì, così sottile e delicato e facile a spezzarsi, eppure così forte, nella sua giovanile bellezza; era lì in mantello bianco e nastri verdi, e lodava l'estate. Ma c'era ancora tempo prima dell'estate; nuvole nascosero il sole, e venti taglienti soffiarono sul fiorellino. "Sei arrivato troppo presto!" dissero il vento e l'aria. "Noi abbiamo ancora il potere, dovrai adattarti! Saresti dovuto rimanere chiuso in casa, non dovevi correre fuori per farti ammirare, non è ancora tempo." C'era un freddo pungente! I giorni che vennero non portarono un solo raggio di sole, c'era un tale freddo che ci si poteva spezzare, soprattutto un fiorellino così delicato. Ma in lui c'era molta più forza di quanto lui stesso sospettasse, era la forza della gioia e della fede per l'estate che doveva giungere, che gli era stata annunciata da una profonda nostalgia e confermata dalla calda luce del sole; quindi resistette con la sua speranza, nel suo abito bianco sulla bianca neve, piegando il capo quando i fiocchi cadevano pesanti e fitti, quando i venti gelati soffiavano su di lui. "Ti spezzerai!" gli dicevano. "Appassirai, gelerai! Perché hai voluto uscire? perché non sei rimasto chiuso in casa? Il raggio di sole ti ha ingannato. E adesso ti sta bene, fiorellino che hai voluto bucare la neve!" "Bucaneve!" ripeté quello nel freddo mattino. "Bucaneve!" gridarono alcuni bambini che erano giunti nel giardino "ce n'è uno, così grazioso, così carino, è il primo, l'unico!"

Quelle parole fecero bene al fiore, erano come caldi raggi di sole. Il fiore, preso dalla sua gioia, non si accorse neppure d'essere stato colto; si trovò nella mano di un bambino, venne baciato dalle labbra di un bambino, poi fu portato in una stanza riscaldata, osservato da occhi affettuosi, e messo nell'acqua: era così rinfrescante, così ristoratrice, e il fiore credette improvvisamente d'essere entrato nell'estate. La fanciulla della casa, una ragazza graziosa che era già stata cresimata, aveva un caro amico che pure era stato cresimato e che ora studiava per trovarsi una sistemazione. "Sarà lui il mio fiorellino beffato dall'estate!" esclamò la fanciulla, prese quel fiore sottile e lo mise in un foglio di carta profumato su cui erano scritti dei versi, versi su un fiore che cominciavano con «fiorellino beffato dall'estate» e terminavano con «beffato dall'estate». «Caro amico, beffato dall'estate!» Lei lo aveva beffato d'estate. Tutto questo fu scritto in versi e spedito come una lettera; il fiore era là dentro e c'era proprio buio intorno a lui, buio come quando era nel bulbo. Il fiore viaggiò, si trovò nei sacco della posta, venne schiacciato, premuto; non era affatto piacevole, ma finì.

Il viaggio terminò, la lettera fu aperta e letta dal caro amico lui era molto contento, baciò il fiore che fu messo insieme ai versi in un cassetto, insieme a tante altre belle lettere che però non avevano un fiore; lui era il primo, l'unico, proprio come i raggi del sole lo avevano chiamato: com'era bello pensarlo! Ebbe la possibilità di pensarlo a lungo, e pensò mentre l'estate finiva, e poi finiva il lungo inverno, e venne estate di nuovo, e allora fu tirato fuori. Ma il giovane non era affatto felice; afferrò i fogli con violenza, gettò via i versi, e il fiore cadde sul pavimento, piatto e appassito; non per questo doveva essere gettato sul pavimento! Comunque meglio lì che nel fuoco, dove tutti i versi e le lettere finirono. Cosa era successo? Quello che succede spesso. Il fiore lo aveva beffato, ma quello era uno scherzo; la fanciulla lo aveva beffato, e quello non era uno scherzo; lei si era trovato un altro amico nel mezzo dell'estate. Al mattino il sole brillò su quel piccolo bucaneve schiacciato che sembrava dipinto sul pavimento. La ragazza che faceva le pulizie lo raccolse e lo mise in uno dei libri appoggiati sul tavolo, perché credeva ne fosse caduto mentre lei faceva le pulizie e metteva in ordine. Il fiore si trovò di nuovo tra versi stampati, e questi sono più distinti di quelli scritti a mano, per lo meno costano di più.

Così passarono gli anni e il libro rimase nello scaffale; poi venne preso, aperto e letto; era un bel libro: erano versi e canti del poeta danese Ambrosius Stub, che vale certo la pena di conoscere. L'uomo che leggeva quel libro girò la pagina. "Oh, c'è un fiore!" esclamò "un bucaneve! È stato messo qui certamente con un preciso significato; povero Ambrosius Stub! Anche lui era un fiore beffato, una vittima della poesia. Era giunto troppo in anticipo sul suo tempo, per questo subì tempeste e venti pungenti, passò da un signore della Fionia all'altro, come un fiore in un vaso d'acqua, come un fiore in una lettera di versi! Fiorellino, beffato dall'estate, zimbello dell'inverno, vittima di scherzi e di giochi, eppure il primo, l'unico poeta danese pieno di gioventù. Ora sei un segnalibro, piccolo bucaneve! Certo non sei stato messo qui a caso!" Così il bucaneve fu rimesso nel libro e si sentì onorato e felice sapendo di essere il segnalibro di quel meraviglioso libro di canti e apprendendo che chi per primo aveva cantato e scritto di lui, era pure stato un bucaneve, beffato dall'estate e vittima dell'inverno. Il fiore capì naturalmente tutto a modo suo, proprio come anche noi capiamo le cose a modo nostro.

Questa è la fiaba del bucaneve.

H.C.Andersen

lunedì 2 aprile 2018

SORRIDI

Sorridi, anche se il tuo cuore soffre
Sorridi, anche se si sta spezzando
Quando ci sono nuvole nel cielo,
“Non ci penserai”
Se sorridi
Attraverso la tua paura ed il tuo dolore
Sorridi e forse domani
vedrai il sole levarsi e splendere
Per te.
Illumina il tuo volto con la gioia
Nascondi ogni traccia di tristezza.
Anche se una lacrima
potrebbe essere sempre così vicina
Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare,
Sorridi, che senso ha piangere?
Scoprirai che vale ancora la pena di vivere
Se solo sorridi.
Charlie Chaplin

lunedì 12 marzo 2018

NON TI ARRENDERE MAI

Non ti arrendere mai
neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occhi bruciano,
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati,
neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l’errore ti scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona,
neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l’incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l’aria del niente,
neanche quando il peso del peccato ti schiaccia…
Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi… e ricomincia!
(San Leone Magno)

domenica 25 febbraio 2018

SAPERE CHE CI SEI...

Sapere che tu ci sei nei miei pensieri è tanto...in questi giorni in cui nella mia mente albergano pensieri contrastanti,non so dove la vita mi sta portando,non so se avremo il nostro futuro che avevamo progettato...i nostri desideri sono stati calpestati dalla triste realtà...vivo giorno dopo giorno,sperando di trovare un piccolo spazio tutto mio,solo mio,la mia piccola oasi di felicità in cui ritrovarti...ma ora non è cosi' siamo lontani,entrambi presi dalla nostra vita con i problemi che dobbiamo affrontare..i pensieri non mancano mai...ma tu ci sei....sempre con me...anche se in alcuni momenti non dò l'importanza che dovrei a te,a noi...il mio cuore è malinconico perchè ripensa ai giorni sereni che abbiamo vissuto,alla pace che sentivo dentro di me quando eravamo assieme,spero che quei giorni ritornino....
Lucia

AFORISMI FAMIGLIA

“Madre, cosa posso fare per la pace nel mondo?”
“Torna a casa e ama la tua famiglia.”
Madre Teresa di Calcutta

Non c’è niente che ti rende più folle del vivere in una famiglia. O più felice. O più esasperato. O più… sicuro.
Jim Butcher

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
Lev Tolstoj

La famiglia è lo specchio in cui Dio si guarda,e vede i due miracoli più belli che ha fatto: donare la vita e donare l’amore.
San Giovanni Paolo II

È impossibile vincere le grandi scommesse della vita senza correre dei rischi, e le più grandi scommesse sono quelle relative alla casa e alla famiglia.
Teddy Roosevelt

Ogni famiglia ha un segreto, e il segreto è che non è come le altre famiglie.
Alan Bennett

La case felici sono costruite con mattoni di pazienza.
Harold E. Kohn

Chiamatelo clan, chiamatela rete sociale, chiamatela tribù, chiamatela famiglia. Comunque la chiamiate, chiunque siate, ne avete bisogno.
Jane Howard

Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana.
Kalhil Gibran

mercoledì 14 febbraio 2018

SAN VALENTINO


LA STORIA
Nato a Interamna (oggi Terni) in una famiglia patrizia, fu convertito al cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni.

Nell'anno 270 Valentino si trovava a Roma, giunto su invito dell'oratore greco e latino Cratone, per predicare il Vangelo e convertire i pagani.

Invitato dall'imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo, tentando anzi di convertire l'imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall'esecuzione capitale affidandolo a una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L'impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell'imperatore Aureliano. Secondo alcune fonti Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; e i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.

SAN VALENTINO FESTA

La festa di san Valentino ricorre annualmente il 14 febbraio, ed oggi è conosciuta e festeggiata in tutto il mondo. È molto probabile che le sue origini affondino nel IV secolo, per sostituire la festa pagana dei Lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco: questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l'idea di amore dei cristiani. In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani spogli, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo. Per "battezzare" la festa dell'amore, il Papa Gelasio I nel 496 d.C. decise di spostarla al giorno precedente - dedicato a San Valentino - facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.
Tale tradizione fu poi diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al santo in Terni, attraverso i loro monasteri prima in Italia e quindi in Francia ed in Inghilterra. Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono.

La figura di Valentino come santo patrono degli innamorati viene tuttavia messa in discussione da taluni che la riconducono a quella di un altro sacerdote romano, anch'egli decapitato pressappoco negli stessi anni.

domenica 4 febbraio 2018

AFORISMI SULL'ANIMA GEMELLA


Di qualunque cosa le nostre anime siano fatte, la mia e la tua sono fatte della stessa cosa.
Emily Brontë

L’amore è quella cosa che tu sei da una parte e lei dall’altra eppure vi sovrapponete così perfettamente che siete uno e non due. Uno come i piedi, gli occhi, le mani, come i tempi del battito e le forme del respiro. E chi guarda da una parte e poi dall’altra, cercando il due e non l’uno, resta stupito, perché anche lontani il vostro spazio e la vostra anima non si possono dividere con niente.
Fabrizio Caramagna

Un’anima gemella è chi ha serrature ove entrano le tue chiavi e chiavi che aprono le tue serrature. Quando ci sentiamo abbastanza sicuri da aprire i lucchetti, i nostri più veri e veraci noi stessi escono fuori e noi possiamo essere completamente e sinceramente chi siamo.
Richard Bach

Una metà della finestra s’è spalancata.
Una metà dell’anima s’è mostrata.
Su, apriamo anche l’altra metà,
anche l’altra metà della finestra!
Marina Cvetaeva

Un’anima gemella è una persona il cui amore è così potente da motivare te ad incontrare la tua anima, a fare il lavoro emozionale alla scoperta di sé.
Kenny Loggins

Incontriamo le nostre anime gemelle quando siamo sul cammino della nostra anima.
Karen M. Nero

Un’anima gemella è un essere con il quale ci sentiamo profondamente collegati, come se la comunicazione e la comunione che si svolgono tra noi non erano il prodotto di sforzi intenzionali, ma piuttosto una grazia divina. Questo tipo di relazione è così importante per l’anima che molti hanno detto che non c’è nulla di più prezioso nella vita.
Thomas Moore

domenica 28 gennaio 2018

POESIE D'AUTORI VARI

La vita continua, dicono,
ma non sempre è vero.
A volte la vita non continua.
A volte passano solo i giorni.
(Karmelo Iribarren)

Lascia il tuo cuore
scoppiare finalmente,
cedi, gemma, cedi.
Lo spirito della fioritura
s’è abbattuto su di te.
Puoi rimanere
ancora bocciolo?
(Rabindranath Tagore)

Regalami libri che finiscano bene
in mancanza di romanzi anche poesie
in mancanza di poesie magari anche una strofa
in mancanza di una strofa
anche un unico verso.
(Yvon Le Men)

Talvolta con il Cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi – amano davvero
(Emily Dickinson)

Il verbo AMARE è davvero di difficile coniugazione:
il suo passato non è prossimo,
il suo presente non è indicativo e
il suo futuro non è un condizionale.
(Jean Cocteau)

sabato 27 gennaio 2018

LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA

“Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
• Che non importa quanto buona sia una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo bisognerà che tu la perdoni.
• Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
• Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
• Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
• Che o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
• Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
• Che la pazienza richiede molta pratica.
• Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
• Che a volte la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
• Che, solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
• Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
• Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
• Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
• Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così, quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
• Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
• La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se sia stata la miglior conversazione mai avuta.
• È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
• Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
• Non cercare le apparenze: possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.Cerca qualcuno che ti faccia sorridere, perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
• Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
• Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni x abbracciarlo davvero!
• Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
• Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
• Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
• Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
• L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
• Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
• Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.”

Paulo Coelho

venerdì 26 gennaio 2018

20 CITAZIONI FAMOSE

1) "Non aggrapparti a qualcuno che se ne va, altrimenti non sarà possibile incontrare chi sta per arrivare”.

2) "Tutto ciò che ci infastidisce negli altri può portare ad una maggiore comprensione di noi stessi”.

3) "L'incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c'è qualche reazione, entrambe si trasformano”.

4) “Lodare e predicare la luce non serve a nulla, se non c’è nessuno che possa vederla. Sarebbe invece necessario insegnare all’uomo l’arte di vedere”.

5) “Conoscere le nostre paure è il metodo migliore per occuparci delle paure degli altri".

6) "Se sei una persona di talento, questo non significa che hai vinto qualcosa. Significa che hai qualcosa da offrire".

7) "Gli errori sono, dopotutto, il fondamento della verità. Se un uomo non sa cosa sia un determinato oggetto, sarà pronto ad aumentare la propria conoscenza”.

8) “La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all'esterno, sogna. Chi guarda all'interno, apre gli occhi”.

9) "La gente farebbe qualsiasi cosa, non importa quanto sia assurda, per evitare di guardare la propria anima”.

10) “La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno ma dall'incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili”.

11) “La depressione è una signora vestita di nero che bisogna far sedere alla propria tavola ed ascoltare”.

12) "Un uomo che non è passato attraverso l'inferno delle proprie passioni, non potrà mai superarle"

13) "La vostra percezione sarà chiara solo quando potrete guardare dentro la vostra anima”.

14) "Il pendolo della mente oscilla tra senso e non senso, non tra giusto e sbagliato”.

15) “Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità e non si identifica più negli altri”. (Carl Gustav Jung)

16) "Un sogno è una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell'anima".

17) "Pensiamo di conoscere totalmente noi stessi. Tuttavia, un amico può facilmente rivelarci qualcosa su di noi di cui non abbiamo assolutamente idea”.

18) “Non sono quello che mi è successo, sono quello che ho scelto di essere.

19) “È un peccato che noi teniamo conto delle lezioni della vita soltanto quando non ci servono più a niente”.

20) “Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”.

CARL GUSTAV JUNG

martedì 23 gennaio 2018

SOGNO DOVE SEI?

Sogno, dove sei ora?
Tanto tempo è trascorso
Da quando la luce svanì
Dalla tua fronte d'angelo

Ohimè, ohimè
Eri così lucente e bello!
Non avrei mai creduto che
Il ricordo tuo portasse solo dolore!

La tempesta e i raggi del sole
Il divino crepuscolo estivo
La notte, immobile in un silenzio solenne,
La luna, piena e scintillante e senza nubi,

Una volta tutto si legava a te,
E ora solo una pena indicibile.
Visione perduta! Basta ...
Non puoi più splendere ormai.

EMILY JANE BRONTË

sabato 20 gennaio 2018

SOLO IL TEMPO

Sto sentendo nelle cuffie una bella canzone,s'intitola solo il tempo,ha un bel ritmo e belle frasi,parole che ci accompagnano nella nostra vita,lo scorrere del tempo a volte sembra un'amico,altre un nemico,quando mettiamo in gioco la nostra anima,il nostro cuore,spesso vengono calpestati.purtroppo non si riesce ad avere quello che si agogna,e diventa tutto solo un miraggio...a volte incrociamo una persona che ci interessa in un momento sbagliato in cui non siamo pronti a combattere per averla o semplicemente a considerare che tutto può cambiare nella vita...solo il tempo è testimone dei nostri errori,dei nostri rimpianti...oddio quando ho iniziato a scrivere questo post non sapevo che orientamento avrebbero preso i miei pensieri,ma sono una donna che si emoziona,che gioisce delle piccole cose che le accadono.. a volte basta una canzone per lasciar andare a briglie sciolte la fantasia...e sognare...sognare ad occhi aperti una realtà diversa dove non esiste la sofferenza,dove non esistono i problemi che ci assillano ma solo la speranza di poter vivere sereni....anni fa conobbi in questo sito un dolce ragazzo..da allora sono passati dieci anni,la nostra amicizia s'è rinforzata nel tempo,parlavamo ore di quello che ci accadeva e lui,un giorno mi chiese se fossi mai stata felice...gli risposi che in alcuni momenti m'ero sentita serena,non era convinto di ciò che dicevo,si stupiva che non conoscessi la parola felicità..che non l'avessi mai provata...io rimarcavo il mio pensiero,gli rispondevo caro amico tra felicità e serenità cosa cambia?L'importante è sentirsi sereni per affrontare le avversità che la vita ci pone davanti..purtroppo nel tempo ci sono state...mi chiedo a volte perchè la vita si accanisce con le persone buone,e le fa soffrire...una risposta che non avrò mai...la verità è che siamo in balia di essa...oggi siamo qui e domani chissà...
LUCIA

IL TUO SORRISO

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

PABLO NERUDA

venerdì 19 gennaio 2018

POESIE DI GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Si può essere innamorati

Si può essere innamorati
di diverse persone per volta,
e di tutte con lo stesso dolore,
senza tradirne nessuna,
il cuore ha più stanze di un casino.




C’era una stella sola

C’era una stella sola e limpida
nel cielo colore di rose,
un battello lanciò un addio sconsolato,
e sentii in gola il nodo gordiano
di tutti gli amori che avrebbero potuto essere
e non erano stati.




Sempre c’è un domani

Sempre c’è un domani
e la vita ci dà un’altra possibilità
per fare le cose bene,
ma se mi sbagliassi
e oggi fosse tutto ciò che ci rimane,
mi piacerebbe dirti quanto ti amo,
che mai ti dimenticherò.



Tieni chi ami vicino a te,
digli quanto bisogno hai di loro,
amali e trattali bene,
trova il tempo per dirgli
mi spiace,
perdonami,
per favore,
grazie
e tutte le parole d’amore che conosci.


GABRIEL GARCIA MARQUEZ

venerdì 5 gennaio 2018

LA PORTA DELL'INFERNO


Il fatto sarebbe accaduto in Siberia, dove uno scienziato Russo avrebbe effettuato una perforazione nel terreno così profonda, che, calando un microfono al suo interno avrebbe sentito le voci e le urla dei dannati. La registrazione sarebbe stata fatta a una profondità di 9 miglia, ossia a poco più di 14 km. Il Dr. Azzacove raccontà così la sua spedizione: “La perforatrice all’improvviso cominciò a rotare velocemente, indicando che avevamo raggiunto una grossa caverna o cavità vuota. I sensori della temperatura mostrarono un drammatico aumento di calore fino a 2.000 gradi Fahrenheit. Noi calammo giù lungo il condotto un microfono, designato a rivelare i rumori dei movimenti della piastra. Ma invece dei movimenti della piastra, sentimmo una voce umana gridare dal dolore. Inizialmente pensammo che il suono proveniva dalla nostra attrezzatura. Ma quando facemmo degli adattamenti, furono confermati i nostri peggiori sospetti. Gli urli non erano quelli di un singolo essere umano, essi erano gli urli di milioni di esseri umani”.
LEGGENDA RUSSA

sabato 30 dicembre 2017

BELLISSIMA POESIA D'AUTORE

Libera in cielo i tuoi desideri
perché ad ogni ventata improvvisa tu te ne posa ricordare.
Libera in cielo le tue paure
perché con la sua profondità le mischi con le stelle
e le trasformi in nuovi punti di riferimento per crescere.
Libera in cielo i nomi delle persone che ami di più al mondo
perché un angelo custodisca il loro nome tra le cose più care.
Libera in cielo le tue speranze
perché diventino un faro per i giorni più bui.
Libera in cielo la tua luce,
che rischiari i tuoi passi nel cammino della vita.
Stephen Littleword